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  • Marino Di Tanno

IL MAESTRO DISSE…

La bellezza non è necessaria, è superficiale non è qualcosa che ci serve per vivere.

I fiori, gli uccelli, i canti, i profumi, le stelle nel cielo… ne avete davvero bisogno?

Eppure, questa superficialità porta all’uomo una percezione di qualcosa che si deve andare oltre, ma che cos’è questo oltre?

La mente non riesce a capirlo; in effetti che cos’è?

È raggiungibile? È irraggiungibile?

Si trova da qualche parte? Oppure a parte di qualcosa?

Ci si arriva scartando tutto? O includendo ogni cosa?

Se è al di là, io posso prendere spazio in questo al di là? E se così è, io allora dove sono?

Se si è sempre vissuti in una casa come si fa a capire la Vita al di là di essa? Eppure, aprendo le finestre non ci si accorge che c’è un mondo lì fuori che è molto più grande?

Quando ad esempio si vede sorgere il sole, a volte anche solo per un attimo accade che la superficialità che non ci serve per vivere fa la sua comparsa, ci ferma… rende tutto immobile… e quel sole ci porta oltre… questo oltre non è misurabile, non lo si può contare e se lo si conta come uccelli che stanno volando all’orizzonte lo si è perso.

Quell’oltre di sicuro deve essere un tutt’uno con gli uccelli… i fiori… il sole… le stelle… in quanto non vengono separati e se li si separa, si è persa una grande opportunità, si è persa l’incredibile ebrezza di essere un Tutt’Uno con la Vita!

Così i vostri occhi, anch’essi se visti dalla mente appaiono come 2 oggetti staccati, ma la vista che vi danno non è forse Unitaria? E solo perché avete 2 occhi non vuol dire che ci siano 2 soli che stanno sorgendo uno in un occhio e l’uno nell’altro. Il sole è sempre lo stesso!

Quando un giorno mi trovavo in India, nell’Ashram di un caro Maestro, sul mio letto era stata posata una foto che lo ritraeva. In pochi giorni mi erano state regalate 2 delle sue immagini. Era notte in quel momento e io stavo parlando con Lui da cuore a cuore, a un certo punto però non seppi più a quale foto dovessi rivolgermi. Spostavo lo sguardo da una all’altra come se dovessi scegliere con chi parlare e proprio in quel momento che stava accadendo in un bellissimo adesso, con Amore il MAESTRO mi disse:

Solo perché ci sono 2 foto di Swami, non vuol dire che Swami è diviso in due. Swami è sempre UNO.

Aveva ragione!

Anche se esistessero infinite foto diverse di un identico soggetto, questo, in qualche intrinseco modo rimarrebbe sempre lo stesso.

ESERCIZI DEL QUI

1. Un modo semplice che si ha di essere QUI, nell’adesso, è di ricordarsi costantemente del respiro soffermandosi a respirare dalla base del naso, dalle narici. Questo permette di spezzare rapidamente l’immaginazione della mente e vi porta a essere immediatamente qui.

Portare a essere qui?!

Sembra quasi bisogni spostarsi andando da un luogo all’altro, non è vero? Ma questo QUI dov’è?

La mente ha creato un altro tempo, un altro spazio e voi ne siete stati catturati ma questo tempo, questo spazio non è reale, è qualcosa di fittizio per questo sembra che ciò che sta accadendo si trovi in un altro luogo.

Tuttavia, solo ciò che sta accadendo adesso è reale!

2. Quando vi trovate spesso a pensare, immaginare, fantasticare… un’altra àncora che si ha per ritornare velocemente nel Qui, è porsi delle domande. Dunque, prendete l’abitudine di tanto in tanto di domandare a voi stessi:

Che cos’è reale per me ora?

Dove sono?

Che cosa sta accadendo adesso?

Questo adesso, questo luogo è l’unico che la mente non conosce!

Se vi portate adesso, qui, proprio in questo esatto momento la voce della mente svanisce.

Il respiro, la domanda con cui ci si interroga è la vostra via d’uscita, la porta che vi porta fuori da quella casa per raggiungere quel luogo che la mente pensa sia… altrove… è lei a essere altrove non il momento presente.

Ritrovate la giusta prospettiva perché solo così la vostra vita sarà collocata giustamente e mai più avrà punti di fuga sbagliati.

Il Qui esiste ovunque in tutte le dimensioni in cui andate, il Qui è una presenza e questa Presenza è il Divino.


- Marino Di Tanno

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